I VESTITI NUOVI DELL’IMPERATORE – Mercoledì 13 Marzo 2019, ore 9.30

Compagnia Ifratellicaproni
Ideato, diretto e interpretato da Alessandro Larocca, Andrea Ruberti e Max Zatta
Testi: Luca Chieregato
scenografia e costumi: Alessandro Aresu e Mirella Salvischiani

C’è un regno, piccolo, molto piccolo, così piccolo da somigliare ad un circo, dove vivevano due fratelli stravaganti, un po’ eccentrici, un po’ anziani, un po’ clown, consiglieri di un giovane sovrano, il re della pista, che desta in loro molta preoccupazione perché incapace di prendersi cura del proprio regno. Il re è vanitoso, superficiale, passa il suo tempo a curare il proprio aspetto, si cambia d’abito in continuazione e non è mai soddisfatto di ciò che indossa. Qui ci vuole un piano segreto, uno stratagemma… e così i due fidati consiglieri escogitano un’idea, e vestono i panni di due sarti mirabolanti capaci di costruire un abito meraviglioso, magnifico e… invisibile! O meglio, trasparente agli occhi degli stupidi, nella speranza di far rinsavire il giovane re.

Con questo spunto di partenza, che in parte si discosta dalla storia originale, IFRATELLICAPRONI si cimentano con un classico della letteratura per ragazzi, scritto da H.C. Andersen perché tutti potessero vedere la fragilità del potere. La trama diventa un pretesto per il gioco clownesco e attorale, e i personaggi sulla scena creano mondi invisibili, vestito compreso. Come si fa, ad avere la stoffa del re? Già. Di stoffa, stiamo parlando, di capacità, e nessuno ha voglia di fare la figura dello stupido. Perché è un termine infelice, che ti rimane addosso a lungo, e se qualcuno lo pensa o lo dice di te, ci rimani male. Il trucco riesce, il re ci casca: l’abito invisibile diventa sempre più importante, ricco, bellissimo, non ci resta che sfilare davanti al popolo! L’inganno è tirato fino al limite, e sono gli stessi consiglieri a non sapere più se sia il caso di continuare. Anche loro sono nudi, nudi di fronte alla menzogna e alla stupidità. “I vestiti nuovi dell’Imperato-re” è una scatola di specchi, quando sembra di averla capita ecco che arriva un’altra sfumatura, un nuovo gioco: è perfetta per clown e mimi, che possono trasformarsi a piacimento in tutti i personaggi; è una storia profonda, ricca di significato, e dietro le peripezie degli attori c’è il tempo e lo spazio per la poesia, per svelare l’inganno che il vestito magico cuce per noi.
L’altra grande differenza dalla trama originale è nel finale: non arriverà nessun bambino, a gridare “il re è nudo!”, ma sarà l’imperatore stesso a trovare la voce del bambino interiore, dell’innocenza dentro di sé: ognuno di noi può trovare la voce della verità, senza aspettare che qualcuno venga ad aprirci gli occhi.

Temi: La paura, il potere, la vergogna, il non credersi all’altezza… la favola ei vestiti nuovi si spalanca al pubblico con molteplici tematiche, alcune del-le quali non subito evidenti. Che ruolo ho nella vita? Quale ruolo scelgo per me, o quale etichetta mi viene appiccicata dagli altri…
Riferimenti all’esperienza del bambino: Nessuno vuole sentirsi dare dello stupido; come canta il personaggio del re, se sei stupido ti tolgono la corona, e fine della festa. Il tema dell’esclusione sociale, del timore di non essere accettati, è molto presente nella vita quotidiana dei bambini. E la paura di non dire quel che si pensa, se si crede che la verità possa far(ci) male è all’ordine del giorno. Si parla, in questo caso di bambini o di gruppi adattati: cioè non liberi, che rispondono alle sollecitazioni in una direzione di compiacimento, evitando spesso la verità. Il rapporto con gli adulti, e la libertà con cui il bambino alla fine della storia grida l’unica cosa che tutti pensano, ma che nessuno dice: “il re è nudo!”.
Percorsi di riflessione per gli insegnanti: Quando non dico quel che penso, di cosa ho paura?
Che cosa è il giudizio degli altri? Come influisce sul mio comportamento?
Quanto conta il mio ritenermi all’altezza, all’interno di una determinata situazione?
Quando, nella nostra vita quotidiana, il re è nudo ma nessuno ha il corag-gio per dirlo?
Che cosa significa vestirsi, e credere nell’eleganza? Perché il re dice al suo popolo “divertitevi, e non pensate ad altro?”.
Quale rapporto sviluppa, all’interno dello spettacolo, l’imperatore con suo padre, il vecchio sovrano ormai defunto?
Fonti utilizzate
La grammatica della fantasia, Gianni Rodari
Morfologia della fiaba, Vladimir Propp
A che gioco giochiamo? Eric Berne

Tecnica: Teatro d’attore, mimo, coreografia
Età consigliata: dai 5 anni
Durata: 60 min.